33) Neill. L'esperienza di Summerhill.
Alexander Sutherland Neill (1883-1973) presenta in queste pagine
(tratte dal I capitolo del suo libro Summerhill, che ebbe grande
diffusione in Italia negli anni Settanta) i criteri ai quali si
ispira l'organizzazione della comunit educativa di Summerhill, in
Inghilterra, che egli aveva fondato insieme alla moglie nel 1921.
Sorta come scuola sperimentale, ospitava una cinquantina di
ragazzi di entrambi i sessi e di diversa nazionalit, dai cinque
ai sedici anni, divisi in tre gruppi a seconda dell'et e
alloggiati in casette che sorgevano intorno all'abitazione dei
Neill. I ragazzi trascorrevano la giornata liberi di dedicarsi
alle occupazioni che meglio rispondevano ai loro interessi: non
c'era infatti obbligo di seguire le lezioni, ognuno poteva
dedicare tutto il tempo che voleva al gioco, oppure alle attivit
libere nei laboratori. Il principio a cui si ispira il metodo di
Neill  quello di creare un ambiente di vita dove i bambini
fossero liberi di essere se stessi sulla base di una totale
fiducia nella loro innata bont. Di qui la rinuncia a qualsiasi
intervento educativo e a qualsiasi disciplina imposta
dall'esterno. Norme e regolamenti dovevano essere decisi
attraverso l'assemblea alla quale partecipavano con pari diritti
adulti e bambini. L'adulto - insegnante o genitore - non deve
imporre la sua autorit al bambino, ma deve mostrare approvazione
e amore nei suoi confronti e favorire l'autoregolazione
dell'individuo. La pedagogia non-direttiva di Neill trovava i
suoi presupposti nelle teorie psicoanalitiche secondo le quali la
sofferenza e l'infelicit dell'individuo  da attribuire alla
repressione dei suoi impulsi e agli ostacoli posti dall'educazione
al libero sviluppo delle sue spontanee tensenze.
A. S. Neill, Summerhill, I.
Questa  la storia di una scuola moderna: Summerhill  stata
fondata nel 1921. La scuola  situata nelle vicinanze del
villaggio di Leiston, nel Suffolk, a circa cento miglia da Londra.
Poche parole sui ragazzi che la frequentano. Alcuni entrano
all'et di cinque anni, altri a quella di quindici. Di solito
rimangono fino all'et di sedici anni. In media abbiamo
venticinque ragazzi ed una ventina di ragazze.
Vengono divisi in tre gruppi a seconda dell'et: i pi giovani
hanno dai cinque ai sette anni, il gruppo intermedio  formato da
quelli che hanno dai sette agli undici anni, gli anziani sono i
ragazzi dagli undici ai sedici anni.
Generalmente molti ragazzi provengono da Paesi stranieri.
Quest'anno (1960) ci sono fra di noi cinque scandinavi, un
olandese, un tedesco, un americano.
I ragazzi vengono alloggiati tenendo conto dell'et e ad ogni
gruppo  preposta una assistente. Il gruppo di mezzo alloggia in
una costruzione di pietra, gli anziani in casette di legno. Solo
un paio di ragazzi pi anziani dispongono di una camera tutta per
loro. Gli altri vivono in tre o quattro per stanza e lo stesso
vale per le ragazze. Gli allievi non devono subire alcuna
ispezione alla camera e nessuno li sorveglia. Vengono lasciati
completamente liberi. Nessuno dice loro come debbono vestirsi: in
ogni momento possono indossare quello che vogliono.
I giornalisti la chiamano la Scuola-fai-quel-che-ti-pare
suggerendo cos l'idea che essa ospiti una banda di selvaggi
primitivi e maleducati.
Mi sembra necessario, di conseguenza, scrivere la storia di
Summerhill, il pi onestamente possibile. E' naturale che io non
sia imparziale, tuttavia mi sforzer di mettere in evidenza tanto
i suoi pregi quanto i suoi difetti. I pregi consisteranno nella
presenza di ragazzi sani e liberi la cui vita non  rovinata dalla
paura e dall'odio.
E' ovvio che una scuola che costringe dei bambini vivaci a sedere
nei banchi obbligandoli ad imparare materie inutili, nella maggior
parte dei casi,  una pessima scuola. E' buona solamente per chi
crede in una scuola simile, per gli individui privi di fantasia
che vogliono ragazzi docili e egualmente privi di fantasia, capaci
di inserirsi senza difficolt in un sistema che usa il danaro come
misura del successo.
Summerhill  sorta come scuola sperimentale. Ora non lo  pi: ora
 una scuola dimostrativa e dimostra che la libert funziona.
Quando la mia prima moglie ed io aprimmo la scuola, avevamo
un'idea basilare: adattare la scuola al bambino, invece di
adattare il bambino alla scuola.
Ho insegnato per molti anni nelle scuole di tipo tradizionale. Ne
conoscevo bene i metodi. Sapevo che erano completamente sbagliati
perch si basavano sulla concezione che avevano gli adulti di ci
che un bambino dovrebbe essere di quel che dovrebbe imparare.
Questo metodo risaliva ai tempi in cui la psicologia non era
ancora una scienza conosciuta.
Decidemmo quindi di creare una scuola dove i bambini fossero
davvero liberi di essere se stessi.
Per raggiungere questi obiettivi era necessario rinunciare a
qualsiasi disciplina, indirizzo, suggerimento, educazione morale,
istruzione religiosa. Hanno detto che eravamo coraggiosi ma non si
trattava di coraggio. Si trattava di avere - e noi l'avevamo - una
fiducia totale nella bont innata del bambino. Per pi di quaranta
anni questa fiducia nella bont dei bambini non  mai venuta meno:
anzi  diventata alla fine una forma di fede.
A mio avviso il bambino  di natura leale e provvisto naturalmente
di atteggiamento realistico. Se viene lasciato a se stesso si
svilupper fin dove ne sar capace. Logicamente, a Summerhill le
persone dotate di qualit innate che vogliono diventare degli
studiosi lo diventeranno; mentre chi  solo adatto a scopare le
strade, scoper le strade. Ma sinora non mi  mai capitato di
produrre uno spazzino. Non dico questo con un senso di snobismo,
perch ritengo preferibile che una scuola produca uno spazzino
felice piuttosto che uno studioso nevrotico.
Come si presenta Summerhill? Ecco: per dirne una, le lezioni sono
facoltative. I bambini possono frequentarle o farne a meno, anche
per anni se cos desiderano. C' un orario, ma vale solo per gli
insegnanti.
Di solito i bambini sono divisi in classi a seconda dell'et, ma
talvolta anche a seconda degli interessi. Non seguiamo nuovi
metodi didattici poich non diamo eccessiva importanza alla
didattica in se stessa. Non ha senso che una scuola abbia o non
abbia un suo metodo per insegnare la divisione, poich la
divisione non ha nessuna importanza a meno che uno non voglia
impararla, E il bambino che vorr imparare le divisioni le
imparer comunque esse gli vengano insegnate.
[...].
Tanto io quanto il corpo insegnante odiamo profondamente ogni tipo
di esame. Per noi gli esami di ammissione all'Universit sono una
maledizione, ma non possiamo rifiutarci di insegnare ai ragazzi le
materie richieste. Ovviamente, finch gli esami esisteranno ci
imporranno la loro volont. Di conseguenza ogni insegnante a
Summerhill ha le qualifiche necessarie per insegnare le materie
tradizionali.
Non sono molti i fanciulli che vogliono superare questi esami; lo
fa solo chi intende poi iscriversi all'Universit. Non sembra che
questi ragazzi incontrino difficolt eccessive nel prepararsi.
Generalmente iniziano la loro preparazione a quattordici anni e la
completano in un periodo di tre anni. Naturalmente non sempre
passano al primo tentativo. Il fatto pi importante  che essi
tentano di nuovo.
Summerhill, forse,  la scuola pi felice che ci sia al mondo.
 (A. S. Neill, Summerhill, Forum editoriale, Milano, 1971, pagine
9-11; 14).
